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25/05/2016

Diffamazione, la casta si blinda

La Commissione Giustizia del Senato ha approvato all’unanimità una norma che prevede il carcere fino a nove anni per il giornalista che diffama a mezzo stampa un politico o un magistrato. Chi invece scrive cose sbagliate su un cittadino viene condannato a sei anni di reclusione.
Il Comitato esecutivo dell’Ordine dei Giornalisti, riunitosi a Roma, osserva che da un lato si sbandiera come già realizzata (ma di fatto insabbiata) l’abolizione del carcere per la diffamazione a mezzo stampa, dall’altro, con un blitz, si inaspriscono le pene determinando una disparità di trattamento tra politici e magistrati - che vengono considerati cittadini di serie A - e tutti gli altri.
25/05/2016

Il "Messaggero Veneto": un romanzo lungo settant'anni

Il Messaggero Veneto, il quotidiano del Friuli, compie 70 anni. Sette decenni in cui ha raccontato il territorio a cui è legato. In particolare, il terremoto del 1976, quando fu voce di speranza e megafono di coraggio per le migliaia di sfollati colpiti dal sisma. Le battaglie sui diritti civili, quelle di Loris Fortuna e di Beppino Englaro, che dal suo Friuli fece abbracciare Eluana. E l’insistita richiesta di verità per Giulio Regeni, che del Friuli era figlio, partito per l’Egitto e mai tornato nella sua Fiumicello.
24/05/2016

I giornalisti del Tg4 rispondono a Cecchi Paone: non siamo né razzisti né marchettari

Duro comunicato della redazione del Tg4 per l'intervista del nuovo conduttore Alessandro Cecchi Paone al Corriere.it: i giornalisti della testata sono pronti a togliere le loro firme.
«Non siamo una redazione di `razzisti´ - nei confronti di nessuno -, non ci assoggettiamo a `fare marchette´ e quando  parliamo di persone che abusano di bambini innocenti per noi sono `orchi´», si legge in un comunicato del CdR. «I giornalisti del Tg4 riuniti in assemblea prendono fermamente le distanze dalle affermazioni di Alessandro Cecchi Paone nell'intervista rilasciata al corriere.it. e firmata da Candida Morvillo.
21/05/2016

Maturità, "tutto esaurito" agli incontri organizzati dall'Ordine dei Giornalisti e dal Ministero dell'Istruzione

Quasi diecimila studenti iscritti a 439 classi di sedici regioni italiane hanno preso parte agli incontri organizzati da Ordine dei Giornalisti e Ministero dell’Istruzione nell’ambito del Protocollo di intesa firmato tre anni fa dalle due realtà con l’obiettivo di fornire maggiori conoscenze ai ragazzi dell’ultimo anno delle scuole superiori che desiderano svolgere, quale prova d’esame di italiano, un articolo di giornale.
 
Dagli Ordini regionali
23/05/2016

MINACCE AI GIORNALISTI SUL WEB

All'avvicinarsi degli appuntamenti elettorali spesso si accendono gli animi e qualcuno è indotto a trascendere. I social network, e Facebook in particolare, diventano talvolta veicoli di insulti e persino di minacce. E' accaduto nei confronti della testata “Casteddu on line” che ha pubblicato articoli e notizie riguardanti candidati e partiti politici con contenuti contestati dagli interessati.
Così, nella bacheca di un personaggio politico di rilievo sono apparsi commenti con minacce dirette o indirette ai giornalisti di quella testata. Questo è inaccettabile e molto pericoloso per gli effetti che potrebbero produrre.
L'Ordine dei giornalisti della Sardegna condanna senza esitazione tali comportamenti e invita tutti ad un uso responsabile del Web e dei social network, anche nella pubblicazione dei commenti di terzi, nel rispetto della legge e dei rapporti di civiltà.
18/05/2016

Birocchi ascoltato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato sulla Riforma dell’Ordine

La distinzione netta tra informazione e pubblicità costituisce uno degli elementi di garanzia per i lettori che maggiormente caratterizzano la trasparenza e l’autorevolezza della professione giornalistica. Lo ha dichiarato il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna Francesco Birocchi al termine della audizione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato sulla Riforma dell’Ordine. Troppo spesso  - ha aggiunto - si assiste ad invasioni di campo più o meno mascherate che rischiano di creare confusione tra articoli giornalistici e messaggi pubblicitari. Il Testo Unico dei doveri prescrive che “Il giornalista assicura ai cittadini il diritto di ricevere un’informazione corretta, sempre distinta dal messaggio pubblicitario attraverso chiare indicazioni”.

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